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Annie Lennox

Per sempre ragazzina

Posted on 28 Giugno 2026 by Sabbriva

Ci sono canzoni che ascoltiamo e dimentichiamo. Altre che amiamo per un periodo e poi lasciamo andare. E poi ce ne sono alcune che ci accompagnano per tutta la vita. Non sappiamo bene perché. Non sempre è il testo, non sempre è la melodia. Semplicemente, a un certo punto, ci accorgiamo che quelle canzoni parlano una lingua che conosciamo intimamente.

Ascoltavo 17 Again degli Eurythmics, che per me è una di queste.

Se dovessi spiegare perché mi emoziona, avrei difficoltà a farlo. Non è tanto il testo, anche se è intriso di malinconia e di ricordi. È soprattutto la musica. C’è in quelle note un’atmosfera sospesa, un misto di dolcezza e tristezza, di luce e ombra, che mi porta sempre nello stesso luogo interiore.

Un luogo che, leggendo e riflettendo negli anni, ho imparato ad associare a una parola portoghese quasi intraducibile: saudade.

La saudade non è semplicemente nostalgia. Non è neppure rimpianto. È qualcosa di più sottile e profondo. È la dolce malinconia per qualcosa che è stato e che continua a vivere dentro di noi. È l’assenza che, in qualche modo, continua a essere presenza. È la consapevolezza che certi momenti non torneranno più e, proprio per questo, sono diventati preziosi.

C’è una frase che descrive bene questo sentimento: la saudade è un bene che si soffre e un male che si gode. Sembra un paradosso, eppure chi la prova sa che è vero.

Quando Annie Lennox canta: “It feels like I’m seventeen again”

non credo stia esprimendo il desiderio di tornare ad essere ragazzina Nessuno, in fondo, può davvero tornare indietro. Credo piuttosto che stia parlando di quella strana esperienza che ogni tanto facciamo tutti: basta una canzone, un odore, una fotografia, una strada percorsa dopo molti anni, e all’improvviso ci sentiamo di nuovo come allora.

Per qualche istante il tempo si piega.

Non siamo più giovani nel corpo, ma lo siamo ancora nelle emozioni. Ritroviamo la stessa intensità, la stessa fragilità, gli stessi sogni, perfino le stesse ferite. Scopriamo che dentro di noi vivono ancora tutte le età che abbiamo attraversato.

La ragazza che ero non se n’è mai andata davvero.

Cammina accanto a noi in silenzio. Ogni tanto si fa sentire attraverso una musica, un film, un ricordo. E ci ricorda che nulla di ciò che abbiamo amato scompare completamente.

Forse è per questo che la nostalgia, per me che pure guardo costantemente al futuro, è diventata mia compagna di vita.

Non una presenza triste o opprimente, ma una compagna discreta, che ogni tanto si siede accanto a me e mi invita a guardare indietro. Non per rimpiangere ciò che non è più, ma per riconoscere il valore di ciò che è stato.

Certo, nella nostalgia c’è anche una quota di rimpianto. Sarebbe strano il contrario. La vita è fatta anche di occasioni perdute, di parole non dette, di strade non percorse, di persone che abbiamo incontrato troppo presto o troppo tardi.

Con il passare degli anni, però, ho imparato che il rimpianto non è necessariamente un nemico. Può essere il prezzo che paghiamo per aver vissuto intensamente, per aver amato, desiderato, sperato.

La nostalgia, allora, non è il desiderio di tornare indietro.

È una forma di fedeltà.

Fedeltà verso le persone che siamo stati, verso i nostri sogni, verso i nostri errori, verso tutto ciò che ha contribuito a renderci quelli che siamo oggi.

Alcune canzoni hanno questo dono raro: non ci fanno evadere dalla vita, ma ci aiutano a riconciliarci con essa.

17 Again è una di queste. Ne ho altre, che – come questa – mi fanno piangere.

Ogni volta che la ascolto mi ricorda che il tempo passa, che molte cose sono finite e che altre non torneranno. Ma mi ricorda anche qualcosa di più importante: che il passato non è un luogo in cui abitare, bensì una terra da cui proveniamo e che continua a vivere dentro di noi.

E allora sì, per qualche minuto, mi sento di nuovo ragazzina.

Non perché vorrei esserlo ancora.

Ma perché certi sentimenti, quelli più veri, non invecchiano mai.

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Sabrina

Sabrina

Vivo in bilico tra silenzi e melodie. Il pianoforte è la mia voce più vera, quella che parla quando le parole esitano.

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